Uff...

Posted by chitarrista on Lun 05 Ottobre, 2009 23:24

Non lo so più.

Non so se devo essere o meno triste, non so quando potrò finalmente cambiare quest'espressione arcigna che è stampata sul mio volto da lungo tempo.
Non so se potrò veramente cambiare me stesso. Nessuno mi ha mai insegnato ad essere ciò che sono, l'ho dovuto capire da me. L'ho capito ed ho agito dove potevo, per cambiare qualcosa che non andava bene. E non sono intervenuto lì dove ritenevo di non richiedere modificazione alcuna.
Però c'è ancora qualcosa di sbagliato, che ho individuato, ma che non ho intenzione di mettere in sesto. Forse perché mi va bene così, perché credo che vivere una parte della mia vita per inerzia mi permetta di concentrarmi su altri aspetti che, a ragione o a torto, potrei ritenere più importanti.

Ora ritengo di avere torto. Ma quel lento movimento è così bello, senza alcuno scossone.
E io sto bene senza scossoni. Ma sto sbagliando. Sto sbagliando tutto, mi sto perdendo quella parte.

Non riesco a fare due cose contemporaneamente. Mi sono abituato - forse male, chi lo sa? - a dare tutto me stesso in ogni cosa che faccio. Fino in fondo. Ma non mi è possibile farlo in più d'una cosa. Né so come fare per riuscirci.
Provarci? Servirebbe. Ma cosa accadrebbe?
Io non lo so. Non l'ho mai saputo.

Cos'è che devo lasciare? Cos'è che devo, invece, riprendere in mano? Cosa mi conviene fare, come dovrei comportarmi?
Quanta ipocrisia. La mia.
Sono uno schifoso ipocrita. Dovrei smettere di sorridere e dire le cose in faccia. Dalla prima all'ultima.
E perderei tutto. Ma quel tutto mi interessa sul serio? Dovrei pormi un freno? Dovrei cambiare, provarci almeno.

Forse dovrei smettere di preoccuparmi. Accontentarmi, per una volta. Ma non so farlo. Non ne sono capace, perché io devo arrivare in fondo, è il mio obiettivo.
Ma perché, in fondo?

Perché sono uno stupido, ecco perché.
Perché non so fare due cose contemporaneamente, e finisco per farne una sola, ma bene.

E se ne facessi due? Se le facessi entrambe bene?
Provarci? Servirebbe. 

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Non voglio perdere la voglia di cantare

Posted by chitarrista on Mer 30 Settembre, 2009 00:23

Però la voce cala e la gola brucia.
E finisco per star zitto, perché solo rochi suoni sostituirebbero la mia voce.
Ho voglia di parlare, ma non posso. Troppe cose cambierebbero e ora non ho voglia di cambiare la mia vita di conseguenza.

Forse ho sbagliato direzione, forse la sto sbagliando adesso. Forse sto solo farneticando, ma la verità, ancora una volta, è che serve un cambiamento. Un cambiamento bello grosso.

Sto organizzando le cose in questo senso. Sto lentamente abituandomi all'idea che tutto ciò dovrà ribaltarsi, che questa vita dovrà cambiarmi del tutto. Procedo lentamente, mi muovo con prudenza e confido nell'inerzia.

Io sono qui. Attendo che i pezzi si spostino verso i loro posti, che gli eventi facciano il loro corso. Magari anche che qualcosa inizi a mutare.

«Mentre la ruota gira, la ruota gira e va»

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Istanti di passaggio

Posted by chitarrista on Gio 03 Settembre, 2009 02:02

Sto riconsiderando molte cose.
Appunto, periodo di cambiamento. Sta cambiando il mondo, sto cambiando io. Sto cambiando idee.

Sto decidendo, sto pensando e intanto inizio a stare un po' giù. Ma proseguirò per questa strada. L'ho imboccata e devo percorrerla fino in fondo, non esistono alternative.

Qualsiasi cosa accada.

Non ho intenzione di fermarmi, per nessuna ragione. Continuerò.
Ma sono giù perché mi rendo conto di aver sprecato del tempo.

Ho provato a correre con una palla di piombo attaccata alla caviglia. Ho provato a restare a galla in un mare di merda e ci sono riuscito.
Ma si tratta sempre di un mare di merda.

Sono plateale in ogni gesto, nascondo doppi significati in ogni parola. Che nessuno capirà, che io dimenticherò. Che resteranno seppelliti nella tomba dei miei vaneggiamenti.

Sto per mettermi in gioco. Il passo che mi separa dalle Grandi Decisioni è breve. E quelle elencate non rappresentano che una minima parte.

Forse ho sbagliato tutto. Forse dovrei ricominciare da capo, ma perché perdere altro tempo?

Voglio ricominciare, si. Ma quando questo periodo sarà finito. Voglio ricominciare lontano da qui. Voglio andarmene da questo luogo feroce.

Si, voglio ricominciare.

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I tempi cambiano

Posted by chitarrista on Mar 01 Settembre, 2009 23:27

Ma le pubblicità restano le stesse.

Lo ammetto: le pubblicità non c'entrano nulla in questo intervento. Ma stanno cambiando un po' di cose.
Da un po' mi sto "disintossicando" da Facebook, nel senso che ho ricominciato a intossicarmi col blog. Ma io lo preferisco. Il blog è mio, i contenuti sono miei, li gestisco io.
Certo, il mio blog è collegato a Facebook, così finisce tutto pure lì, ma non ci penso più di tanto. Se non altro, QUI è sempre tutto aggiornato e in ordine (meno i commenti, poi ci penserò).

Stanno cambiando un po' di cose, dicevo.
Io sono ancora lo stesso, credo. In fondo, non sono mai cambiato molto. O forse non in meglio, ma non credo sia questo il punto. Il punto è che sta cambiando il mondo intorno a me. Lo percepisco sempre più spietato, sempre più indifferente e egocentrico. E non è un caso che certi cambiamenti siano cominciati poco meno di una ventina d'anni fa.

È un mondo di merda. E le pubblicità non sono rimaste le stesse. Lo ammetto, sto per parlare delle pubblicità. Ma io scrivo di getto, non penso mai prima. Ed è per questo che commetto molti errori. Tempi verbali, ripetizioni, parole fuori posto. Scrivo di getto, non rileggo. Mi piace essere diretto e pensare che la prima stesura sono io, qualsiasi modifica è una corruzione.

Le pubblicità non sono le stesse. Non sono più le stesse. Un tempo esisteva il pudore. Oggi esiste il nudo integrale e nessuno ci fa più caso.
Non sono un santo né lo sono mai stato. Resto indifferente anche io. O forse sono uno dei pochi. Resto indifferente perché faccio parte anche io di questo tempo. Di questi tempi di merda.
Ma vado avanti e non guardo alle spalle. E faccio squallida retorica. Sono nella giusta posizione per farne. Sono uno squallido ipocrita, figlio del mio tempo, che pensa al suo tornaconto e non si cura degli altri.

Di buona parte degli altri.

L'ho detto, i tempi stanno cambiando.
Sono tempi feroci, tempi bui, ma io voglio provare ad accendere una candela. E mi piacerebbe vederne altre. Tante candele. Tanti piccoli segni di rivolta, che ammettano la realtà e che vogliano provare a spezzare il regime d'ipocrisia, a proseguire tutti insieme. Una proposta senza capo né coda, che non vuole avere un senso, ma che vuole provare a cambiare il piccolo ambiente circostante.

Molte cose stanno cambiando.

E anche io sto cambiando. La maggiore consapevolezza del mondo, delle atrocità e della sconfitta della razionalità e della ragionevolezza sono segni evidenti che... sto cambiando. E sono consapevole di altre cose che, molto presto, esploderanno.

Come una bomba atomica.

O una bomba a orologeria, il cui timer stia scorrendo da lunghi anni e che non aspetta altro che lo scatto dello 0.
Come un meccanismo ben oliato, come un software ben scritto, come una eterna consapevolezza che si palesa e si dimostra.

Come un'onda che porta via il mondo.

Come il fatto che, presto o tardi, dovrò decidermi a portare a termine le mie Grandi Decisioni. Perché di piccole decisioni è fatta la vita, ma anche di Grandi Decisioni che debbono essere completate. Di grandi lettere, di iniziali marchiate a fuoco nelle carni. Una P di patente che dovrà presto entrare nel mio portafogli, una P di palestra che dovrà presto rimettere in sesto questo sfacelo fisico, una A di algebra che mi assilla da lungo tempo, una serie di altre grosse lettere maiuscole che attendono soltanto di esplodere e mostrarsi per ciò che sono.

Voglio cambiare.

Diventare una persona migliore. Un obiettivo a lungo termine che richiede impegno e costanza.
E tante altre cose, tanti cambiamenti che mi riporteranno alla coerenza interna. Tante cose da fare.

Tante cose da dire, tante cose da scaricare. Non ne posso più.

 

Ho sete. 

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Sono qui

Posted by chitarrista on Lun 13 Aprile, 2009 22:22

Non è un bel periodo, ma non è nemmeno un periodaccio. È un periodo come tanti altri, ed io sto sempre qui.
Io aspetto alcune cose. Sono un tipo abbastanza paziente, ma anche io, a volte, piango perché c'è qualcosa che non va.

E in questi giorni sto facendo diverse cose. Sto studiando per gli esami di fine semestre, sto giocando con la mia nuova 360 (la sacrosanta!), sto scrivendo una classe in PHP abbastanza incasinata. L'ultima mi sta dando diversi grattacapi, più degli altri due "impegni".

E vabbè, è solo questo.

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Forse...

Posted by chitarrista on Dom 22 Marzo, 2009 01:29

... cambiare.

Perché è questo il succo. Cambiare, cambiare sempre. Migliorare, peggiorare. Non importa il verso. Importa il moto.
E il cambiamento fa parte di noi.

Credo di essere cambiato sempre in peggio. Non ho mai avuto spunti nel miglioramento caratteriale, sono diventato sempre più scontroso, scorbutico e acido. Tanto che non mi stupisco più di niente.

Non mi dico nemmeno che è il momento di cambiare, perché non lo farei. Non so dirmi di no.

Non ne sono capace.

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Del resto...

Posted by chitarrista on Dom 15 Marzo, 2009 22:32

... non tutti i mali vengono per nuocere.
Non sempre c'è da piangerci su. La fortuna assiste tutti, prima o poi.
Chi più, chi meno.

La dea bendata mai m'ha guardato.
Il caso ha fatto sì che anche io, per una volta, possa godere delle sue gioie.
Stretti abbracci e piacevoli conversazioni coronano un sogno che si realizza diversamente.
Che prende vita nella forma di una presenza, che si sostanzia in un'omonimia inaspettata, ma che reca buon umore e sincerità.

Che cambia la realtà delle cose, che si lascia accompagnare da musiche e canti.
Che spinge via i mali, e si getta alla ricerca di ciò che, di buono, ancora c'è e lo fa senza nascondersi, senza il timore di esser spinto via.
Senza la paura di perdersi.

Le lacrime versate non celeranno quel sorriso che si sta spalancando. Non cancelleranno ricordi.
E avranno un senso, saranno dolci.

 

Finalmente. Io sto bene.

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Una cosa tira l'altra...

Posted by chitarrista on Dom 15 Marzo, 2009 00:14

... e si finisce sempre per far guai.

Così, apro porte per sbirciare, ne spalanco altre per passare.
Ne chiudo altre per separare ciò che era da ciò che è.
Ne chiudo altre per allontanarmi da un futuro possibile.

Il vuoto è a un passo da me. Accoglierlo o cacciarlo?

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Sarà così?

Posted by chitarrista on Sab 14 Marzo, 2009 00:08

È questa la vita reale?
O stiamo vivendo un lungo sogno da cui non vogliamo svegliarci?

Oppure è un incubo?

Il desiderio del vuoto è sempre più allettante. La sensazione di nulla si fa appagante.

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E Joe il corvo?

Posted by chitarrista on Sab 07 Marzo, 2009 22:56

Il corvo Joe non mi osserva col suo sguardo torvo.
Non mi osserva, compassionevole, pensando che nelle mie vene scorra sangue destinato a seccare, che la mia esistenza sia del tutto inutile e scollegata da ogni realtà.
Lui sa che io capisco il suo stato d'animo, sa che condivido con lui il suo destino.
E, così come io rispetto lui, lui rispetta me.
Con i miei sogni infranti, le mie furiose delusioni, i miei violenti sfoghi con me stesso, che immancabilmente si concludono con atroci sofferenze e traumatici distaccamenti dalla realtà.

Quella realtà che tanto mi odia, che non mi vuole partecipe del suo corso, che fa di tutto per debellarmi, come fossi una malattia di cui disfarsi in fretta.

Un ridicolo destino, il nostro, che ci costringe ai margini.
Che ci esclude dalle possibilità, che ci rende inconsapevoli attori dell'informe spettacolo dell'esistenza.
Quell'esistenza che non si avvicina alla vita, ma ricorda la sopravvivenza.
Per quell'inutile attesa che è, per quel desiderio incessante di scoperta, per quella voglia irrefrenabile di piacere, per tutto ciò che ignoriamo e che ci rende le bestie che stiamo diventando.
Per ricordarci che, in fondo, noi siamo numeri stampati su un pianeta che si ricorda di noi solo quando ha bisogno di richiamarci a sé.
Joe gracchia, sgraziato, nella sua tenebrosa veste, ricordandomi che teniamo i piedi sulla nostra tomba. Che noi siamo lo spettro di ciò che desideriamo e mai otterremo. Che non v'è logica, ma soltanto casualità, unica nostra regina e padrona. Che scorriamo e non abbiamo importanza, perché saremo presto sotterrati e dimenticati.

Che il suo verso rimbombi, che le lacrime sgorghino, che il sangue coli.
Che le domande si facciano grida, che l'esistenza comprenda se stessa, che l'artefice sparisca e la realtà si faccia apparenza.

Chissà com'è il vuoto. Chissà quale sarà il suo suono.

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Sentirsi come in un quadro di Modigliani

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