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Eh...
Credo d'aver voglia di urlare.
Credo d'aver voglia di urlare forte. A lungo. Magari servirebbe come sfogo, ma resterei temporaneamente afono. E la voce mi serve.
Credo di aver bisogno di sfogarmi, perché avere i nervi a fior di pelle ogni maledetto giorno non mi fa per niente bene.
Continuare a insultare chiunque mi passi di fronte non ha alcun senso.
E avere la consapevolezza di non riuscire più a pensare mi paralizza. Perché il problema è questo. Non sento idee, non sento movimento.
Non sento più nulla.
Provo a tirarmi su dicendomi che è un periodo, che finirà, che presto tutto cambierà e riuscirò a rimettermi sui libri, a studiare per preparare gli esami.
Ma la verità è che la testa è andata altrove e non tornerà così facilmente. Ci vorrà tempo, ci vorrà dedizione, ci vorrà una totale ricostruzione. Un grosso cambiamento.
Per il momento, sento solo il bisogno di far esplodere questa bolla che sento intorno alla testa. E, magari, restare sordo per un po'. Non sentire il rumore dei treni che corrono veloci, qui intorno a me, e che rendono il frastuono della vita ancor più insopportabile. E, magari, dimenticare che esistono persone lì fuori, persone che se ne fregano degli altri.
Ma non me ne curo. In fondo, io osservo la scena, tra il triste e il divertito, attendendo che si ammazzino tra loro, lasciando che gli eventi seguano il proprio corso, e in fondo bagnandomi nel fiume che vorrebbe rappresentare la vita, mentre mi accingo non a guadarlo, ma a seguirlo.
Cosa c'è di sbagliato in tutto ciò?
C'è di sbagliato che sono un occhio. Che agisco come un occhio. Guardo e non reagisco. E cerco, cerco sempre.
Forse non dovrei.
Ma ora dormo.
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