Pubblicità
I tempi cambiano
Ma le pubblicità restano le stesse.
Lo ammetto: le pubblicità non c'entrano nulla in questo intervento. Ma stanno cambiando un po' di cose.
Da un po' mi sto "disintossicando" da Facebook, nel senso che ho ricominciato a intossicarmi col blog. Ma io lo preferisco. Il blog è mio, i contenuti sono miei, li gestisco io.
Certo, il mio blog è collegato a Facebook, così finisce tutto pure lì, ma non ci penso più di tanto. Se non altro, QUI è sempre tutto aggiornato e in ordine (meno i commenti, poi ci penserò).
Stanno cambiando un po' di cose, dicevo.
Io sono ancora lo stesso, credo. In fondo, non sono mai cambiato molto. O forse non in meglio, ma non credo sia questo il punto. Il punto è che sta cambiando il mondo intorno a me. Lo percepisco sempre più spietato, sempre più indifferente e egocentrico. E non è un caso che certi cambiamenti siano cominciati poco meno di una ventina d'anni fa.
È un mondo di merda. E le pubblicità non sono rimaste le stesse. Lo ammetto, sto per parlare delle pubblicità. Ma io scrivo di getto, non penso mai prima. Ed è per questo che commetto molti errori. Tempi verbali, ripetizioni, parole fuori posto. Scrivo di getto, non rileggo. Mi piace essere diretto e pensare che la prima stesura sono io, qualsiasi modifica è una corruzione.
Le pubblicità non sono le stesse. Non sono più le stesse. Un tempo esisteva il pudore. Oggi esiste il nudo integrale e nessuno ci fa più caso.
Non sono un santo né lo sono mai stato. Resto indifferente anche io. O forse sono uno dei pochi. Resto indifferente perché faccio parte anche io di questo tempo. Di questi tempi di merda.
Ma vado avanti e non guardo alle spalle. E faccio squallida retorica. Sono nella giusta posizione per farne. Sono uno squallido ipocrita, figlio del mio tempo, che pensa al suo tornaconto e non si cura degli altri.
Di buona parte degli altri.
L'ho detto, i tempi stanno cambiando.
Sono tempi feroci, tempi bui, ma io voglio provare ad accendere una candela. E mi piacerebbe vederne altre. Tante candele. Tanti piccoli segni di rivolta, che ammettano la realtà e che vogliano provare a spezzare il regime d'ipocrisia, a proseguire tutti insieme. Una proposta senza capo né coda, che non vuole avere un senso, ma che vuole provare a cambiare il piccolo ambiente circostante.
Molte cose stanno cambiando.
E anche io sto cambiando. La maggiore consapevolezza del mondo, delle atrocità e della sconfitta della razionalità e della ragionevolezza sono segni evidenti che... sto cambiando. E sono consapevole di altre cose che, molto presto, esploderanno.
Come una bomba atomica.
O una bomba a orologeria, il cui timer stia scorrendo da lunghi anni e che non aspetta altro che lo scatto dello 0.
Come un meccanismo ben oliato, come un software ben scritto, come una eterna consapevolezza che si palesa e si dimostra.
Come un'onda che porta via il mondo.
Come il fatto che, presto o tardi, dovrò decidermi a portare a termine le mie Grandi Decisioni. Perché di piccole decisioni è fatta la vita, ma anche di Grandi Decisioni che debbono essere completate. Di grandi lettere, di iniziali marchiate a fuoco nelle carni. Una P di patente che dovrà presto entrare nel mio portafogli, una P di palestra che dovrà presto rimettere in sesto questo sfacelo fisico, una A di algebra che mi assilla da lungo tempo, una serie di altre grosse lettere maiuscole che attendono soltanto di esplodere e mostrarsi per ciò che sono.
Voglio cambiare.
Diventare una persona migliore. Un obiettivo a lungo termine che richiede impegno e costanza.
E tante altre cose, tanti cambiamenti che mi riporteranno alla coerenza interna. Tante cose da fare.
Tante cose da dire, tante cose da scaricare. Non ne posso più.
Ho sete.
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