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Sogno di un pomeriggio di mezzo autunno
A volte succedono cose che proprio non t'aspetti.
Stavo allegramente inseguendo aquiloni in un grande prato verde, quando improvvisamente trovai una porta. Si, proprio così.
Una porta.
Spuntata fuori dal nulla. Era lì, in piedi, ritta al centro geometrico del prato. Anche se non ne vedevo i confini, ma sapevo che quello era il centro. Doveva essere un punto importante, per farci stare una porta di quel genere.
Era una porta bella, alta, con due ante. Ed era particolarmente adornata di tutte quelle sciccherie un po' frou-frou che solo una porta può avere, un po' come i baffi tipici di suore e carabinieri.
E così decisi di aprirla. E indovinate cosa trovai dall'altra parte della porta?
Non lo sapete, eh?
Non provate nemmeno a immaginarlo?
E va bene, ve lo dico io.
Al di là della bella porta, adornata di tutte quelle sciccherie un po' frou-frou che solo una porta può avere, un po' come i baffi tipici di suore e carabinieri, trovai nientemeno che...
UN PRATO!
Era un prato bellissimo, verde, pieno di aquiloni scintillanti che volteggiavano felici nel cielo azzurro, limpidissimo, e che non aspettavano altro d'esser rincorsi da un allegro fanciullo che era appena passato per una porta al centro d'un prato per trovarsi al centro d'un prato, con una porta alle spalle!
Ogni tanto ci vuole un po' di non-sense, non credete?
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