Che cacchio ha?

Posted by chitarrista on Ven 09 Ottobre, 2009 00:22

Ma che cacchio ha Rhythmbox? Riconosce il mio stato d'animo e mi passa la musica giusta?

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I ratti della Sabina - Lettera mai scritta

Posted by chitarrista on Mer 07 Ottobre, 2009 12:15

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Mi manca...

Posted by chitarrista on Mar 06 Ottobre, 2009 22:27

Parigi.

Mi manca tantissimo. Vorrei tornarci, ma l'università me lo impedisce.
E una settimana o due non basterebbero per porre fine alla mia necessità. Ho bisogno di viverci.

Voglio tornare a emozionarmi per la bellezza di questa città. Voglio rivederla tutta. Viverla fino in fondo.


Voglio tornare lì.

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Cosa c'è di sbagliato nell'orario?

Posted by chitarrista on Mar 06 Ottobre, 2009 10:04

Ho mezz'ora circa prima di andare all'università, quindi la spenderò nel miglior/peggior modo possibile: parlando, cioè, di una cosa che mi frulla nel cervello da un po'.

Tutti questi maledetti siti web2.0 sfruttano un modo di dire l'ora che richiede noiosi calcoli e tende a rompermi molto i coglioni.
Sto parlando dell'orrenda dicitura "X ore fa" o "Ieri sera". Non esiste più un sito che dica "alle 9.54 del giorno tal de' tali". Niente.
Allora sono costretto a fare calcoli per capire a che cavolo di ora è stato inviato quel messaggio, magari sfruttando anche i fusi perché i server sono dall'altra parte del globo e il sito è scritto una schifezza.

Dico, anche il sistema "fuzzy date" fa parte del web2.0? Oppure qualcuno l'ha inserito credendo che fosse una figata e tutti gli altri siti si sono accodati?

No, sai com'è, perché è una delle più grandi stronzate mai prodotte da un essere umano sul Globo. Io vado pazzo per la logica web2.0, ma vado pazzo anche per l'orario più banale di questo pianeta.

Me ne frega che un messaggio è stato rilasciato 3 ore fa, dimmi che è stato inviato alle 7 di mattina del 6 ottobre e chiudila lì!

Che noia! 

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Uff...

Posted by chitarrista on Lun 05 Ottobre, 2009 23:24

Non lo so più.

Non so se devo essere o meno triste, non so quando potrò finalmente cambiare quest'espressione arcigna che è stampata sul mio volto da lungo tempo.
Non so se potrò veramente cambiare me stesso. Nessuno mi ha mai insegnato ad essere ciò che sono, l'ho dovuto capire da me. L'ho capito ed ho agito dove potevo, per cambiare qualcosa che non andava bene. E non sono intervenuto lì dove ritenevo di non richiedere modificazione alcuna.
Però c'è ancora qualcosa di sbagliato, che ho individuato, ma che non ho intenzione di mettere in sesto. Forse perché mi va bene così, perché credo che vivere una parte della mia vita per inerzia mi permetta di concentrarmi su altri aspetti che, a ragione o a torto, potrei ritenere più importanti.

Ora ritengo di avere torto. Ma quel lento movimento è così bello, senza alcuno scossone.
E io sto bene senza scossoni. Ma sto sbagliando. Sto sbagliando tutto, mi sto perdendo quella parte.

Non riesco a fare due cose contemporaneamente. Mi sono abituato - forse male, chi lo sa? - a dare tutto me stesso in ogni cosa che faccio. Fino in fondo. Ma non mi è possibile farlo in più d'una cosa. Né so come fare per riuscirci.
Provarci? Servirebbe. Ma cosa accadrebbe?
Io non lo so. Non l'ho mai saputo.

Cos'è che devo lasciare? Cos'è che devo, invece, riprendere in mano? Cosa mi conviene fare, come dovrei comportarmi?
Quanta ipocrisia. La mia.
Sono uno schifoso ipocrita. Dovrei smettere di sorridere e dire le cose in faccia. Dalla prima all'ultima.
E perderei tutto. Ma quel tutto mi interessa sul serio? Dovrei pormi un freno? Dovrei cambiare, provarci almeno.

Forse dovrei smettere di preoccuparmi. Accontentarmi, per una volta. Ma non so farlo. Non ne sono capace, perché io devo arrivare in fondo, è il mio obiettivo.
Ma perché, in fondo?

Perché sono uno stupido, ecco perché.
Perché non so fare due cose contemporaneamente, e finisco per farne una sola, ma bene.

E se ne facessi due? Se le facessi entrambe bene?
Provarci? Servirebbe. 

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I ratti della Sabina - A passo lento

Posted by chitarrista on Lun 05 Ottobre, 2009 20:24

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I ratti della Sabina - Come fossi neve

Posted by chitarrista on Dom 04 Ottobre, 2009 22:16

Ad una persona...

 (Continua)

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Eh...

Posted by chitarrista on Dom 04 Ottobre, 2009 01:39

Credo d'aver voglia di urlare.

Credo d'aver voglia di urlare forte. A lungo. Magari servirebbe come sfogo, ma resterei temporaneamente afono. E la voce mi serve.
Credo di aver bisogno di sfogarmi, perché avere i nervi a fior di pelle ogni maledetto giorno non mi fa per niente bene.
Continuare a insultare chiunque mi passi di fronte non ha alcun senso.
E avere la consapevolezza di non riuscire più a pensare mi paralizza. Perché il problema è questo. Non sento idee, non sento movimento.
Non sento più nulla.

Provo a tirarmi su dicendomi che è un periodo, che finirà, che presto tutto cambierà e riuscirò a rimettermi sui libri, a studiare per preparare gli esami.
Ma la verità è che la testa è andata altrove e non tornerà così facilmente. Ci vorrà tempo, ci vorrà dedizione, ci vorrà una totale ricostruzione. Un grosso cambiamento.

Per il momento, sento solo il bisogno di far esplodere questa bolla che sento intorno alla testa. E, magari, restare sordo per un po'. Non sentire il rumore dei treni che corrono veloci, qui intorno a me, e che rendono il frastuono della vita ancor più insopportabile. E, magari, dimenticare che esistono persone lì fuori, persone che se ne fregano degli altri.

Ma non me ne curo. In fondo, io osservo la scena, tra il triste e il divertito, attendendo che si ammazzino tra loro, lasciando che gli eventi seguano il proprio corso, e in fondo bagnandomi nel fiume che vorrebbe rappresentare la vita, mentre mi accingo non a guadarlo, ma a seguirlo.

Cosa c'è di sbagliato in tutto ciò?
C'è di sbagliato che sono un occhio. Che agisco come un occhio. Guardo e non reagisco. E cerco, cerco sempre.
Forse non dovrei.

Ma ora dormo. 

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Ma questi devono morire

Posted by chitarrista on Mer 30 Settembre, 2009 16:30

Cammino tranquillo. Mi dirigo verso la fermata dell'autobus per prendere un C8 o un C33, quel che è.
Quando sono a... boh, 50 metri di distanza dalla palina che ti vedo? Un C33 che sta passando proprio di fianco a me. Corro per raggiungerlo.

L'autobus è arrivato alla fermata, io ci sono quasi. L'autista mi vede.

Riparte.

 

Gli ho augurato le peggiori morti. L'ho visto ripassare, dall'altro lato della strada, qualche minuto dopo. Peccato.

Sono rimasto 20 minuti alla fermata. Del C8 nemmeno l'ombra. Il C33 successivo? Attesa media di un'ora.

 

L'abbonamento dell'autobus per il prossimo anno? Nemmeno morto. Voglio le multe. Le voglio tutte. Poi le porto all'ANM e denuncio lo schifosissimo stato dei loro (dis)servizi. Voglio le testimonianze della gente.

E i conducenti devono morire. Tutti. Fanno schifo, lavorano una merda. Perdono tempo in ogni maniera, in ogni fantasiosa maniera. Quando si tratta di aspettare qualcuno che, correndo come può, con lo zaino sulle spalle, prova a raggiungere l'autobus, allora vanno di fretta.
Lavorano male e poco. Scioperi continui, continue manifestazioni. Poi, magari, pretendono pure un aumento. Le frustate dovrebbero aumentare, altro che gli stipendi.

E una giornata è andata buttata per colpa di questi coglioni. 

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Non voglio perdere la voglia di cantare

Posted by chitarrista on Mer 30 Settembre, 2009 00:23

Però la voce cala e la gola brucia.
E finisco per star zitto, perché solo rochi suoni sostituirebbero la mia voce.
Ho voglia di parlare, ma non posso. Troppe cose cambierebbero e ora non ho voglia di cambiare la mia vita di conseguenza.

Forse ho sbagliato direzione, forse la sto sbagliando adesso. Forse sto solo farneticando, ma la verità, ancora una volta, è che serve un cambiamento. Un cambiamento bello grosso.

Sto organizzando le cose in questo senso. Sto lentamente abituandomi all'idea che tutto ciò dovrà ribaltarsi, che questa vita dovrà cambiarmi del tutto. Procedo lentamente, mi muovo con prudenza e confido nell'inerzia.

Io sono qui. Attendo che i pezzi si spostino verso i loro posti, che gli eventi facciano il loro corso. Magari anche che qualcosa inizi a mutare.

«Mentre la ruota gira, la ruota gira e va»

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