Destino
Ci sono cose destinate a non iniziare mai.
Sono quelle cose che lasciano incompleto il puzzle. Quei pezzi che mancano, magari negli angoli alti, l'azzurro del cielo. Si mimetizzano sul pavimento e non li vedi più.
Perché magari vanno a completare altri puzzle.
Me ne pentirò. Porterò con me, per il resto della mia vita, il rimorso di non aver cercato con la giusta attenzione quel pezzo. O meglio, di averlo allontanato da me per sempre. Ma devo farlo, devo liberarmi di questo fardello e ricominciare tutto da capo.
Me ne pentirò. Ricorderò per sempre quel pezzo di puzzle. Forse sarà un bel ricordo. O forse no. Ma è giusta l'ora di mettere in tavola tutte le carte a disposizione, vincendo la partita e sciogliendo i nodi di questa finzione che mi rende marionetta in questo teatrino. Manipolato.
Me ne pentirò. Amaramente, perché c'era molto in gioco. Moltissimo. Devo ritirarmi e sperare di vincere alla prossima mano, per ottenere nuovamente ciò che era mio. E qualcosa di più.
Me ne pentirò. Il mio enigma non sarà risolto ed io prolungherò il gioco ancora per un po', sperando che qualcuno in grado di risolverlo si presenti.
Me ne pentirò.
Ma forse è giusto così.
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Chitarrista canta e suona I ratti della Sabina: Eccomi qua
Ok, a quanto pare aver conosciuto un gruppo come I ratti della Sabina mi ha fatto bene, perché ho ripreso in mano la chitarra e, finalmente, dopo tanti anni di non-studio (chi ha detto che ho mai studiato?) mi sono deciso a registrare un brano per farmi ascoltare. Metto le mani avanti: la chitarra che sto usando non è granché, ho le unghie della sinistra un po' lunghette ma non mi andava di tagliarle, quelle della destra un po' corte (e non potevo allungarle), la voce m'è ritornata ma non sapevo bene come fare il tono di Roberto Billi ma, soprattutto, ho avuto modo di infilarmi la chitarra dritta dritta nel petto, mi fa male ancora adesso che sono riuscito a disincastrarla. Il brano che canto (e suono!) è "Eccomi qua", il primo pezzo che ho sentito dei Ratti, lo stesso brano che mi ha dato modo di amarli alla follia. Non avevo mai sentito niente del genere, averli scoperti (benedetto Last.fm) mi ha donato nuova vita. E si nota, giacché ho pubblicato già molte canzoni di questo stupendo gruppo. Vi propongo, dunque, la mia personalissima interpretazione di un pezzo molto particolare, con l'anticipazione che, se mani e voce vorranno, ci saranno nuove interpretazioni dei Ratti.
Come sempre, piccola nota per gli amici di Facebook: fate un saltino qui per ascoltare il brano.
I ratti della Sabina - Radici
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Meglio di no
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Capitombolare
Ci sono cose che accadono, ma vorresti non accadessero. La gente pensa male di te, e qualcosa tu lo senti, perché hai un sesto senso ben sviluppato. Più la gente ti odia, più peggiori in ciò che fai, qualsiasi cosa sia.
Oggi è uno di quei giorni. Tre volte.
Due volte ho rischiato di cadere, ma ho avuto la fortuna di non toccare l'asfalto. La terza volta è stata quella giusta. Sono caduto veramente benino, una danza che pochi hanno avuto l'onore di vedere.
Una quarta volta ho preso uno scivolone e sono rimasto in piedi.
C'è qualcosa di profondamente sbagliato in tutto ciò. E tu, che mi detesti fino a questo punto, distogli lo sguardo. È colpa tua se mi accade questo!
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I ratti della Sabina - Un po' di sole
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«Ciao, vengo dal profondo...
... mi chiamo Incazzatura, piacere. Hai tempo da perdere con me? Devo farti scoprire delle cose...»
Sì, ora sono scazzato. Piuttosto stufo. Non è solo la signora Incazzatura a venire dal profondo, anche io ritorno da lì. Credevo di essere rintanato in un fosso. Beh, arrivederci compagno di questa fase, io ricomincio da capo.
E con questo intendo dire che sì, ciò che credevo sbagliato è giusto, e ciò che credevo giusto è invece sbagliato. Il che, a sua volta, vuol dire che è sbagliato dare fiducia a certe persone, mentre è giusto darla ad altre. A sua volta, ancora, vuol dire che devo fare qualche passetto indietro, mandare qualcuno a fare in culo (violentemente) e continuare per la mia strada, senza curarmi di chi l'attraversa. Che vuol dire, ancora, che devo tornare nel mio bozzolo per un altro po'. Sarà tanto escluso da certi giri, ma è pur sempre comodo e caldo. Ciò non sottintende un mio eventuale pentimento, è ciò che odio. Io non torno mai indietro. Non posso farlo.
Tutto ciò, a sua volta, sottintende che io sfrutterò metodi già usati contro di me, per farmi del male, volontariamente o meno. Il che vuol dire, a sua volta, che proverò a diventare ancora più freddo, che a sua volta vuol dire che tutto ciò non fa per me. Che vuol dire, ancora, che io mi sono rotto il cazzo e quindi si ritorna di nuovo all'inizio.
Questa freddezza, tuttavia, ha due aspetti. Quello positivo è evidente, quello negativo altrettanto. Da quello positivo non può venire che qualcosa di buono. Da quello negativo...
Ciò vuol dire, ancora, che certi organi devono fare ciò per cui sono nati, e non determinare variazioni di umore. E ciò vuol dire, ancora, che devono smettere di lavorare in due modi diversi, perché ciò implica che stanno usando lo stesso tempo per fare più di una cosa, e in questi casi certe cose si fanno veramente UNO SCHIFO.
Tutto ciò, però, non vuol dire che cercherò una spalla su cui piangere. No, perché ribadisco un concetto espresso diverso tempo fa (non ricordo più quanto): non me ne frega più nulla. È TUTTO dannatamente sbagliato. Se c'è qualcosa (o qualcuno) di giusto, evidentemente si nasconde, perché io non ci vedo niente di giusto in tutto ciò che mi circonda.
E ciò vuol dire, ancora, che queste inaspettate basse temperature di ottobre non mi influenzeranno.
Io sarò più freddo di quello che mi circonda.
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Max Gazzè - Il solito sesso
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I ratti della Sabina - Non fa paura la notte
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Una chiacchierata col blog
Un titolo del tutto casuale, non sapevo che scriverci.
Vorrei pure capire perché i commenti continuano a NON funzionare dopo l'ultimo aggiornamento di Lifetype... che avrò fatto un mese fa, giorno più giorno meno.
Insomma, ho giusto un paio di cose da dire, ma voglio dirle bene. A parte che oggi è un giorno indefinito di ottobre. Il calendario mi dice che è 9. Ok. Non è una cosa importante, giusto per scaldarmi.
Sto dimagrendo! Sì, finalmente. Sto togliendo 'sto panzone colossale che era apparso dal nulla. Ormai manca poco alla normalità. Era ora.
Seconda cosa: ho i polmoni stesi per terra, un po' di mal di gola e ho difficoltà a parlare. Che bello, eh?
Vorrei dire qualche altra cosa, tanto per perdere tempo, ma non ho altri argomenti allo stato attuale.
Per noia, sto scrivendo qualche riga di codice. Se quel foreach di merda facesse ciò che dico... certo, non può fare ciò che dico perché la variabile che gli passo non dovrebbe esistere, in quel punto, però speravo che pregandolo funzionasse.
Mi sa che devo aggiustare le cose e annoiarmi mortalmente per ripassare i fottuti parametri in GET per non farli perdere nell'invio del form. Ma che noia.
Sì, ho lasciato un momentino da parte il Python per riprendere in mano il PHP. Mea culpa: dovrei recuperare il C++ e prepararmi per l'esame di programmazione 2. Ma la data non è stata fissata. Magari me la fissano tra un mese e io resto qui fregato perché non ho studiato. Ma intanto faccio geometria, vabbè.
Sono tremendamente annoiato e stufo, voglio andare a Parigi.
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Sentirsi come in un quadro di Modigliani
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